Salvaguardia del fiume Ambra
Osservazioni al piano strutturale di Bucine
Il rischio idraulico in Valdambra
Le ex-cave di Levane
Osservazioni al regolamento urbanistico di Bucine
Di cosa si tratta
Il progetto per la salvaguardia del Fiume Ambra dallo scempio a lungo perpetrato dalla società mineraria Geogas-Messer a danno del fiume, della sua flora e fauna e dello stesso ruolo di questo fiume per gli abitanti dalla intera valle è stato il motivo costituente dell'Associazione.
Aggiornamenti: Lo stato del progetto (al 10.6.05)
Una notizia confortante è che un giudice di Siena, dando finalmente ascolto ad un esposto presentato anni fa da alcuni cittadini, ha rinviato a giudizio la Messer per inquinamento e scarico di acque residue di attività industriali nell’Ambra. In questi giorni la causa dovrebbe essere discussa, ed anche se si prevede solo un multa di non grande entità, il principio sarà importante per eventuali altre azioni. Per il resto le notizie non sono gran che confortanti. Dopo lunghe trattative, che vi risparmio, nella primavera/estate dello scorso anno siamo arrivati ad un accordo per la costruzione di vasche di dimensioni accettabili per la sedimentazione del carbonato di calcio e la purificazione delle acque, collocate non lontano dal Mulino di Capraia all’interno della proprietà di Arceno. In base all’accordo era stato anche elaborato un primo progetto che tuttavia è stato bocciato da Arceno. In attesa di un nuovo progetto la Società Messer ha completato, con una spesa ingente, la posa in opera del condotto che doveva portare le acque in tale località. Ma nuovamente tutto si è arenato per la richiesta di Arceno alla Messer di acquistare i terreni interessati ed il fabbricato del mulino ad un prezzo che ci dicono essere molto alto. Tutto fermo quindi per quanto riguarda la realizzazione della soluzione definitiva del problema dell’inquinamento, mentre le acque residue della attività industriale della Messer continuano ad essere scaricate nel fiume. Nel frattempo la società Messer ha ripulito il piazzale dei pozzi dal carbonato che si era accumulato in questi anni, ed ha di fatto aumentato la superficie di sedimentazione delle acque scavando alcuni canali nella zona campo pozzi. In questa maniera è aumentata la sedimentazione e si è certo ridotta la concentrazione dei sali di calcio nelle acque che vengono scaricate nel fiume Ambra. Ma il problema non è risolto. Intanto la necessità di un intervento di rinaturalizzazione del fiume diventa sempre più urgente. Infatti con il passare del tempo (fra poco saranno omai quasi quattro anni che lo scarico delle acque continua) il carbonato di calcio depositandosi nel fiume si e solidificato, formando dei lastroni che hanno la consistenza del travertino, e si sono consolidati in gradoni e cascatelle con un generale innalzamento del letto del fiume. Questo ultimo diventa quindi più soggetto a straripamenti ed inondazioni in caso di piene, che fortunatamente negli ultimi anni non sono verificate. Nelle prossime settimane questa associazione ritornerà alla carica chiedendo alla Messer di presentare un progetto di rinaturalizzazione in attesa che si risolva la questione delle nuove vasche. Riteniamo che la nostra forza di persuasione possa essere aumentata in quanto confidiamo di trovare in Regione un orecchio più attendo alle nostre lamentele dopo che una persona che conosce bene il problema, Dr. Marino Artusa, è diventato Assessore Regionale all’Ambiente.
Documenti / Foto / Links
Responsabile del progetto
Gioachino Chiarini
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